Grande mostra su Man Ray a Villa Manin

C'è una gran bella mostra da vedere. Si capisce tutta l'inventiva del personaggio che vi sta dietro. C'è soprattutto tanta fotografia nella rassegna. Sto parlando della fotografia di Man Ray, ma poi troviamo anche la pittura, non molto nota al grande pubblico. L'allestimento è meritevole di nota, curato da Guido Comis e Antonio Giusa. Potrete osservare poi i disegni, i collage, persino i film e certe curiosità provocatorie del periodo del Dadaismo. Ci sono pure le opere di Man Ray degli anni parigini tra le due guerre mondiali, per concludere col ritorno negli USA, durante il nazismo e dalla California, nel 1951, il celebre artista ritornerà nella Parigi, dove respirare arte ad ogni angolo di strada. 

Si tratta di circa 300 opere di Emmanuel Radnitzky, nato a Filadelfia nel 1890 da una famiglia di religione ebraica, da poco immigrata dall’Europa Orientale. Poi i Radnitzky cambiano cognome, contraendolo in: "Ray" e lui sceglie l'abbreviativo: "Man".
Passa un periodo giovanile a New York, durante il quale si avvicina ai lavori delle avanguardie. Fa amicizia con alcuni fra i più importanti artisti dei Primi del Novecento, come Marcel Duchamp; con cui condivide la passione per gli scacchi. In mostra vedrete una bella scacchiera progettata dall'artista con delle geometriche pedine. Una composizione veramente interessante, per il pensiero che sta dietro ad ogni pezzo. Tutto è ben spiegato nelle tavole illustrative della rassegna o, ben raccontato, nell'audio guida compresa nel prezzo del biglietto d'ingresso.
Nel 1921 Man Ray va a Parigi, ricevuto, anzi "accettato" - come dice in certe interviste- da numerosi colleghi artisti. La scelta è dovuta alla convinzione che a New York non sia il momento di sviluppare un modo nuovo di fare arte. Man Ray è, infatti, uno sperimentatore incallito e un innovatore unico. I movimenti artistici ai quali si avvicina, Dadaismo e Surrealismo, sono il gancio per creare nuove opportunità. 
Nel settore fotografico, si inventa i rayograph e le solarizzazioni, forse il linguaggio più originale ed innovativo di Man Ray. Nel 1922 Man Ray produce i suoi primi fotogrammi, che chiama: rayographs. Una rayografia è una immagine fotografica ottenuta appoggiando degli oggetti direttamente sulla carta sensibile, procedimento apparentemente semplice, ma che egli usò per riproduzioni fortemente coinvolgenti.
In pittura, nella cinematografia e nella creazione di oggetti e di assemblaggi ha cento, mille idee. L'artista, dopo tanti amori, si sposa con Juliet e con lei vivrà a Parigi, fino alla morte, avvenuta nel 1976.
Nella mostra a Villa Manin ci sono i ritratti fotografici di tutti i grandi artisiti del Novecento: James Joyce, André Breton e Gertrude Stein. Oppure certi aristocratici, come la Marchesa Casati – già citata da D’Annunzio nel listino personale delle sue amanti – ai colleghi artisti, come Picasso (immortalato come un "bronzo" nel suo "impermeabile sporco e colore della sua stessa pelle" - disse Man Ray in un'intervista. Si va da Braque, Henri Matisse a Max Ernst, e naturalmente a molte donne, delle quali Man Ray riesce a riportare sulla carta fotografica quel non-so-che, a tutt'oggi, ancora irresistibile.
Nel 1925 è in esposizione con Jean Arp, Max Ernst, André Masson, Joan Miró e Pablo Picasso. È la prima rassegna surrealista della galleria Pierre di Parigi. Nel 1934, la celebre artista surrealista Meret Oppenheim, conosciuta per la sua tazza da te ricoperta di pelliccia, posò per Man Ray in quella che divenne una ben nota serie di foto che la ritraggono nuda in piedi vicino a un torchio da stampa. 
Insomma l'individuo non andava mai a pesca coi coetanei e nemmeno giocava a bocce nel campetto del dopolavoro...

Indicazioni per il visitatore
MAN RAY A VILLA MANIN
13 settembre 2014 - 11 gennaio 2015
a cura di Guido Comis e Antonio Giusa
 
SEDE ESPOSITIVA
Villa Manin (Passariano di Codroipo)
ORARI DI APERTURA:
dal martedì a domenica: 10-19
chiuso lunedì

INGRESSI
€ 10,00 intero
€ 8,00 ridotto
€ 5,00 ridotto gruppi
Servizio di audioguida (italiano, inglese) compreso nel biglietto di ingresso
Biglietti acquistabili fino a 45 minuti prima della chiusura del la mostra

 Special thanks for the photo: Ant & V Studio

Ecco il sito web ufficiale della rassegna: clicca qui.