Ancora sulla ricerca genealogica di Hans Rubinich a Udine e Moschiena, in Istria

Il 18 ottobre 2021 c’è stato un altro incontro a Udine riguardo alle ricerche sui Rubinich, di Moschiena, in Istria, con interessanti scoperte riguardo ai loro avi di Dalmazia. Grazie alla bella accoglienza dei gestori della trattoria “Ai Frati” la riunione, organizzata da Hans Rubinich, giornalista radiofonico dell’emittente tedesca ARD Südwestrundfunk, si è svolta con molta cordialità (foto sotto: Antonietta Rubinich, Hans Rubinich e Daria Gorlato; foto E. Varutti). Il suo obiettivo è proprio di preparare delle trasmissioni radiofoniche riguardanti la personale indagine genealogica, sulla quale si è registrato un certo interesse anche da parte di altri organi di stampa (italiana e croata).

Ha aperto il ritrovo Daria Gorlato, socia dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha portato il saluto di Bruna Zuccolin, presidente del medesimo sodalizio. La signora Daria fungeva da interprete tra il giornalista Rubinich, di Marburgo (Germania) e gli altri partecipanti. Tra di essi c’era la professoressa Antonietta Rubinich, figlia di Gloriano e cugina di Hans. Egli è riuscito a rintracciarla grazie alle ricerche di Daria Gorlato e alla collaborazione degli operatori del Comune di Udine. Al colloquio dei “Frati” è intervenuto pure il professor Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine, che per primo, nel 2017, sollevò la ricerca sui Rubinich, mediante un articolo in un blog.

Il tema dell’esodo giuliano dalmata non è certo facile da affrontare, per le ferite ed il dolore che potrebbe riaccendere. “È  proprio difficile parlare di quei tempi – ha detto Antonietta Rubinich, emigrata in fasce in Argentina, dal Friuli, prima tappa dell’esodo familiare dall’Istria – perché gli adulti non desiderano comunicare cose tristi e tragiche ai giovani, poi c’è il lavoro, bisogna tirar su i figli e così quegli argomenti passano in secondo piano”. Sia Daria Gorlato che la professoressa Daniela Conighi, dell’ANVGD di Udine, hanno condiviso il pensiero di Antonietta Rubinich. “Non se ne parla – ha detto la Gorlato – e poi quando affronti la questione, emerge tutto il malessere arretrato”. È stato lo scrittore Mauro Tonino, dell’ANVGD di Udine, a descrivere nel suo recente libro Italiani dimenticati i fatti riguardanti la sparizione del notaio Giovanni Gorlato, di Dignano d’Istria, il babbo della signora Daria, imprigionato dai miliziani di Tito nel 1945, a guerra finita, di cui non si è saputo poi nulla. Foto sotto: cartolina di Valsantamarina, o Draga di Moschiena, viaggiata nel 1943, stampa 1941; Collez. A.R.

A proposito di avi, Antonietta Rubinich ha raccontato volentieri di suo nonno Vincenzo Rubinich. “Era il sindaco di Draga di Moschiena, o Valsantamarina – ha detto – e prima della Grande guerra si adoperò per far costruire la scuola del paese, nonno Vincenzo era proprio un personaggio e possedeva anche la locanda del posto. Ricordo che nel giugno 1960, mio padre ed io siamo venuti in Italia e poi abbiamo visitato Parigi, Amsterdam e Francoforte, per andare a trovare suo fratello Emilio, mio zio, mi pare che fosse luglio o agosto quando siamo andati a Moschiena, in settembre siamo rientrati a Mar del Plata dove mia madre aveva mandato avanti il lavoro e ci attendeva con mio fratello, di un anno. Siamo ritornati in Istria, anche perché c’erano degli zii rimasti, però per una frase inopportuna detta in pubblico, le autorità titine ci ritirarono i passaporti e ci cacciarono entro 24 ore. Mi piace accennare a mio zio Stanislav Rubinich, detto Stanko. Ecco lui, emigrato negli USA, lavorava come ballerino con spettacoli nelle crociere, ma un ballerino italiano chiamato Stanco non era certo un buon biglietto da visita, così cambiò nome e cognome in Stanley Rubin, che gli dava un’aria orientale, quasi ebraica, molto apprezzata a New York, dove morì”.

Con grande emozione Hans Rubinich, figlio di Emilio, ha scoperto, grazie alla cortesia degli operatori del Centro genealogico di Mattuglie (Croazia), di avere origini dalmate. I suoi nonni infatti erano Vinko Mate Rubinić (Viskićev) nato il 31 marzo 1867 a Kraj, un villaggio sull’Isola di Pasman, di fronte a Zaravecchia, in Dalmazia. La nonna era Antonija Ana Dešković (Skanjarova) nata il 9 gennaio 1879 sempre a Kraj. Si sono sposati il 10 febbraio 1897. Vinko Mate morì il 28 dicembre 1938, mentre Antonija Ana mancò ai vivi il 18 settembre 1927. Tutte queste novità me le ha trasmesse per posta elettronica lo stesso Hans il 20 agosto 2021. A quei tempi c’erano famiglie numerose e con una alta frequenza delle morti infantili,

Vinko e Antonija Rubinić ebbero undici figli: Emil Andrija Rubinić, nato il 17 novembre 1899, morto a Francoforte. Invece nell’atto di morte italiano è scritto: “Emilio morì a Milano nel 1964”. È il babbo di Hans. Poi ci sono: Ivan Rubinić, nato il 26 ottobre 1897, morto il 9 giugno 1898. Anton Ivan Rubinić, nato il 26 aprile 1901 e morto il 2 agosto1945. Marino Rafael Rubinić, nato il 24 ottobre 1902 e morto il 4 settembre 1903. Marija Ana nata il 6 giugno 1904 e morta il 20 febbraio 1966. Vinka Ivana, nata l’8 settembre 1905 e sposata il 22 ottobre 1930. Danica, nata il 23 gennaio 1907 e morta il 6 settembre 1907. Antonija, nata il 17 gennaio 1908 e morta il 17 ottobre 1908. Stanislav Josip, nato il 22 aprile 1910, morto a New York. Josip Anton Viktor, nato l'11 agosto 1913, sposato il 13 gennaio 1942 ad Ancona. Slavan Gloriano, nato il 13 agosto 1921, sposato il 26 aprile 1947 a Udine.

Dopo il 20 ottobre 2021 Hans Rubinich, accompagnato da Daria Gorlato, ha incontrato per una conversazione il professor Raoul Pupo, docente di storia all’Università di Trieste. Infine è ritornato a Moschiena, anzi – come dice lui, con pronuncia alla tedesca – “a Moscina”, dove abitavano molti Rubinich, come un altro Emilio, nato il 17 maggio 1922, finito in un Campo di concentramento nazista, passando per la Risiera di San Sabba, come risulta dagli archivi di Arolsen (Germania). Foto sotto: Hans da bambino con la sua mamma, anni 1956-'57 Collez. A.R.

Fonti orali, digitali e ringraziamenti

Si ringraziano le persone che hanno concesso l’intervista il 18 ottobre 2021, a cura di Elio Varutti, con taccuino, penna e macchina fotografica, come di seguito indicato: - Antonietta Rubinich, Latisana (UD) 1948, vive a Udine, in passato a Buenos Aires e Mar del Plata (Argentina) ed email del 21 ottobre 2021. - Hans Rubinich, Francoforte sul Meno (Germania) 1956, vive a Marburg An Der Lahn (Germania), varie email di ottobre 2021. - Daria Gorlato, Dignano d’Istria 1942, esule a Udine, ha pure svolto la funzione di interprete (lingua tedesca-italiana) tra lo scrivente e Hans Rubinich. - Daniela Conighi, Forlì 1951, padre fiumano e madre polesana, vive a Udine e ha collaborato alle traduzioni. Grazie a  Paola Dispoto, nata a Bari, che vive a Saarbrüken (Germania), con genitori di Fiume esuli dal 1949, per la collaborazione alla ricerca archivistica tedesca.

Per le informazioni genealogiche inviate generosamente a Hans Rubinich un sentito ringraziamento vada a Zdenka Zorica, del Dipartimento Amministrativo per l’Amministrazione Generale e la Gestione Patrimoniale, Contea di Primorsko Goranska, Lovran / Laurana, Croazia, e alla dottoressa Marija Harašlić Puharić, del Centro genealogico Matulji / Mattuglie, Croazia.

Collezione privata – Antonietta Rubinich, Udine, fotografie, cartoline, ms.

Bibliografia e sitologia

- Dino Messina, Italiani due volte. Dalle foibe all’esodo: una ferita aperta della storia italiana, Milano, Solferino, 2019.

- Maro Tonino, Italiani dimenticati. Viaggio nei drammi del Confine Orientale, Pasiano di Prato (UD), L’Orto della Cultura, 2021.

- Raoul Pupo, Il lungo esodo : Istria: le persecuzioni, le foibe, l’esilio (1.a edizione: Milano, Rizzoli, 2005), Milano, Rizzoli e Corriere della Sera, 2021.

- Elio Varutti, Dal Diario Rubinich di Moschiena, esodo in Argentina e ritorno in Italia, on line dal 17 ottobre 2017 su  https://eliovarutti.blogspot.com/

- Elio Varutti, Hans Rubinich da Marburgo in cerca dello zio istriano di Moschiena, on line dal 4 agosto 2021 su varutti.wordpress.com

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Ricerca diretta dal professor Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Lettori: Hans Rubinich, Antonietta Rubinich, Maria Iole Furlan, Enrico Modotti e Daria Gorlato (ANVGD) di Udine. Aderiscono al presente progetto: ANVGD Delegazione provinciale di Arezzo e Centro studi, ricerca e documentazione sull’esodo giuliano dalmata, Udine. Immagini dalla collezione privata di Antonietta Rubinich (Coll. A.R.), se non altrimenti indicato. Altri materiali dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì  ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin.